Mera prosecuzione e nuovo regime dei minimi

Quando si manifesta una “mera prosecuzione”? È la domanda che molti lavoratori si sono posti quando si sono trovati di fronte il foglio per l’adesione al regime dei minimi.
Fortunatamente, i recenti decreti attuativi di tale regime hanno chiarito molti dubbi. Il particolare, per chi in precedenza ha svolto attività in regime ordinario o semplificato nel periodo 2008/2011. Ma per chi aveva svolto un lavoro dipendente?

In effetti, per poter aderire al cosiddetto regime dei superminimi occorre che la nuova attività non sia mera prosecuzione del lavoro da dipendente.  A tal proposito, bisogna ricordare che la circolare numero 8 del 26 gennaio 2001 aveva affermato che “costituisce mera prosecuzione di attività di impresa o professionale quella che sia realizzata usando gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro, negli stessi luoghi e verso gli stessi clienti”. Ora, il decreto del 22 dicembre 2011 afferma che non c’è mai “mera prosecuzione” quando il lavoro dipendente si è interrotto per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Quindi, nei casi di licenziamento, chi inizia una nuova attività può sempre accedere al regime dei superminimi. Stessa soluzione per chi temporeggia qualche anno prima di aprire una nuova attività. Come nel caso di un lavoratore che cessa di lavorare nel 2008 e apre la propria attività nel 2010. E se l’attività è oggettivamente simile a quella eseguita come lavoratore dipendente senza però risolvere il contratto di lavoro?  Anche in questo caso, non si ravvisa la “mera prosecuzione”, atteso che il rapporto di lavoro dipendente è ancora in corso, in quanto non c’è una trasformazione del primo nel secondo.

91 commenti su “Mera prosecuzione e nuovo regime dei minimi”

  1. Riguardo alla mera prosecuzione vorrei sapere come vengono considerati i contratti di collaborazione occasionale: sono mera prosecuzione o no? Nel mio caso vorrei sapere se posso passare al superminimi avendo avuto contratti a collaborazione occasionale con lo stesso committente con il quale ho poi lavorato con partita iva dall’apertura della stessa (ottobre 2010). Ho saputo dal mio commercialista che su questo punto sono sorte nuove interpretazioni, quando fino a pochi giorni fa si pensava che fossero esclusi, tra gli altri, coloro che con lo stesso committente hanno avuto contratti a progetto. Sto cercando di capirne il più possibile per decidere entro fine gennaio se entrare nel superminimi o no, e nel secondo caso sarei costretto a chiudere la p.iva.
    1000 Grazie

  2. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Davide.
    Effettivamente il suo commercialista ha ragione. Sono sorte ultimamente nuove interpretazioni.
    Premesso che l’articolo 27, comma b) del Dl 98/11 recita: “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni” e che da un punto di vista sostanziale si potrebbe intravedere un’identità di prestazioni, c’è da precisare che, in tali casi, non si manifesta mai la “mera prosecuzione”, perché l’articolo 27, comma 2, lettera b) del Dl 98/11 si riferisce a una precedente attività attratta al reddito di impresa o lavoro autonomo, non al reddito diverso da attività occasionale. E anche la risoluzione 239/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate ha negato che l’attività occasionale possa essere di ostacolo all’accesso al regime delle neo attività in base all’articolo 13 della legge 388/2000. Semplificando, non dovrebbe incontrare difficoltà nell’aderire al nuovo regime. Saluti

  3. Mi scusi se la incalzo con un’altra domanda, e non pretendo garanzie di risposta, ma chiedendo anche ad altri commercialisti in rete ho ricevuto questa risposta da una sua collega, la Dottoressa Antonella Donati. Lungi da me creare scontri professionali, la mia è solo un’indagine sui vari pareri per poter poi scegliere al meglio e, dato che l’argomento è delicato e poco chiaro, vorrei anche avere elementi di difesa forti nel caso in futuro mi venisse contestato dal fisco il passaggio al superminimi. Vicino alla sua risposta c’è invece un recente articolo del sole 24 ore

    Vengo ora al dunque e le allego la risposta suddetta:

    <>

    C’è l’imbarazzo della scelta??!!
    Molte molte Grazie

    M° Davide Pedrazzini

  4. FORSE NON SI LEGGE IL COPIA/INCOLLA: LO RISCRIVO QUI.

    Non si può accedere al nuovo regime dei minimi in caso di attività da svolgere presso lo stesso committente. Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate fin dal 2001 con la circolare 8/E del 26 gennaio 2001, in riferimento all’applicazione dell’articolo 13 della legge 388/2000 relativa alle nuove attività produttive. La legge 111/2011 si richiama a queste disposizioni in riferimento alle attività precedentemente svolte, prevedendo gli stessi divieti. In particolare come indicato nel punto della circolare “É da ritenersi certamente mera prosecuzione dell’attività in precedenza esercitata quell’attività che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale ma che viene svolta in sostanziale continuità, utilizzando, ad esempio, gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti.”
    Quindi lei non può accedere al nuovo regime, ma solo al regime fiscale agevolato.

  5. Dr. Francesco Forestiero

    Nessuno scontro professionale. In realtà le due risposte, la mia e quella della dottoressa Donati, alla fine, collimano. Lei, come le ho scritto nella premessa della risposta precedente, può aderire al nuovo regime a patto che “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”. E’ ovvio che se intende fare le stesse operazioni che svolgeva in precedenza, magari nello stesso posto, allora non potrà aderire, come giustamente indicato dalla dottoressa. Spero di aver chiarito il suo dubbio. Saluti

  6. Gentile Dott. Forestiero, sono una giornalista freelance e nel 2010 ho aperto p.iva dei minimi. Come molti “colleghi” mi trovo a dover decidere il da farsi e interpretare cosa si intenda per “mera prosecuzione” e per questo chiedo il suo aiuto. Nello specifico prima di aprire p.iva ho lavorato sempre con prestazioni occasionali (sempre per attività giornalistica, in due casi con gli stessi committenti per i quali lavoro tutt’ora) e solo in un caso con un rapporto di collaborazione occasionale. E qui nasce il dubbio: questa collaborazione era in essere con una società di comunicazione per la quale una volta scaduto il contratto (durato 4 mesi!) non ho mai più lavorato. Il luogo di lavoro dunque era diverso dall’attuale e anche i mezzi strumentali per esercitarlo. Inoltre anche il tipo di attività svolta era diversa, perchè in quel caso mi occupavo di redazione testi per una web tv, attività che non ho più svolto. La domanda è: per mera prosecuzione si può intendere anche solo l’attività di redazione testi (essendo una giornalista la mia attività è basata prevalentemente su quello) o devono sussistere gli elementi di cui sopra? (stesso committente, luogo di lavoro, mezzi strumentali etc..). Grazie per la risposta che potrà fornirmi, saluti. Ilaria

  7. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Ilaria, cosa si debba intendere per mera prosecuzione lo chiarisce bene la circolare numero 8 del 26 gennaio 2001, dove si legge che “costituisce mera prosecuzione di attività di impresa o professionale quella che sia realizzata usando gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro, negli stessi luoghi e verso gli stessi clienti”. Ritengo che nel suo caso, non ci sia mera prosecuzione perché, oggettivamente, si tratta del metodo di lavoro usato, non degli stessi beni strumentali, non negli stessi luoghi e non verso gli stessi clienti. Inoltre, al di là di cosa afferma la stessa circolare di cui sopra, che recita anche “L’indagine va operata caso per caso, con riguardo al contesto generale in cui la nuova attività viene esercitata”, mi sembra assai improbabile che l’Agenzia delle Entrate, intraveda nell’attività giornalistica per come lei ha scritto il carattere della mera prosecuzione. Saluti

  8. salve sono un farmacista libero professionista, ho aperto la partita iva nel novembre 2009, nei due mesi precedenti l’apertura della stessa ho lavorato con prestazioni occasionali presso un cliente A (ne ho fatte 2)

    a questo cliente A ho fatturato sino a giugno 2011 (unico cliente quindi).
    da luglio 2011 ho lasciato il cliente A e ho acquisito un nuovo cliente B, inoltre da novembre 2011 ho acquisito un cliente C.
    In definitiva in data odierna ho 2 clienti cioè cliente B e cliente C.
    Ora la domanda è questa’ :
    visto che ho lavorato con prestazioni occasionali presso il cliente A che poi è diventato mio cliente dopo l’apertura della partita iva (lo è stato sino a giugno 2011) mi potrebbe essere contestata la mera prosecuzione?
    Ribadisco: al 31 dic 2011 non avevo piu’ come cliente A ma solo B e C.
    I miei tre clienti, che sono farmacie, si trovano in tre luoghi diversi,
    Ringrazio anticipatamente.

  9. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Mimmo. Come saprà, a partire dal 1° gennaio il nuovo regime dei minimi si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che intraprendano ex novo un’attività di impresa, arte o professione e l’abbiano intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.
    Nel suo caso, anche se l’attività è iniziata dopo il 31/12/2007, lei non intraprende una nuova attività, ma prosegue quella precedente.
    Per quando concerne la mera prosecuzione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’applicazione va verificata caso per caso e che la disposizione ha carattere antielusivo, al fine di evitare gli abusi dei contribuenti “che potrebbero avere interesse a continuare l’attività precedente ma non come lavoratori dipendenti, bensì come autonomi, al solo fine di godere delle agevolazioni tributarie previste dal nuovo regime”. E ancora “la prosecuzione si realizzava quando l’attività presentava il carattere di novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma nella sostanza viene svolta utilizzando gli stessi beni dell’attività precedente, nel medesimo luogo e nei confronti degli stessi clienti”. Da queste si ricava che la mera prosecuzione è ravvisabile quando la nuova attività e quella svolta in precedenza presentano lo stesso contenuto economico o si fondono sulla stessa organizzazione di mezzi e svolgimento.
    Ad ogni modo, se ha ancora i requisiti, lei può rientrare nel cosiddetto regime degli “ex minimi”, il regime residuale in cui confluiranno in modo naturale i vecchi minimi.

    Spero di aver chiarito i sui dubbi.

    Saluti.

  10. Gentile Dott. Forestiero, ho letto con piacere il suo articolo e le risposte che ha dato agli altri utenti, per questo motivo spero che possa aiutarmi a fare una scelta oculata. Il mio caso è il seguente: da meno di un anno sto collaborando con un’azienda in modalità co.co.pro., ad oggi abbiamo già rinnovato tre volte il contratto avente come oggetto la realizzazione di un sistema software. Avrei bisogno di aprire partita IVA per fatturare una docenza (ricadente sempre nell’ambito dell’informatica) presso un ente di formazione. Non escludo in futuro di poter utilizzare la p.IVA per fatturare altro tipo di attività di consulenza informatica oppure anche per la realizzazione di sistemi sw.
    Pensa che possa ricadere nella clausola ostativa di non novità dell’attività che andrei ad intraprendere?
    Leggendo le sue risposte credo che la circolare del 2001 possa essermi d’aiuto anche se resta il dubbio sulla modalità di contratto (co.co.pro.) che attualmente sto portando avanti. Sarebbe possibile, per analogia con quanto descritto per il lavoratore dipendente – autonomo, sostenere che non vi è mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta visto che la p.iva sarebbe aperta mentre il contratto a progetto è ancora in essere? Naturalmente senza mai fatturare i compensi derivanti dal datore di lavoro del co.co.pro? Spero di essere stato chiaro. Confido in una sua risposta.
    Saluti

  11. gent.mo Dott Forestiero, la ringrazio per la sua celere risposta. Vorrei pero’ che mi chiarisse dei dubbi: lei mi dice che la mia attivita'(con p.iva) prosegue quella precedente (credo si riferisca alle 2 prestazioni occasionali).Pero’ in rete ho letto che una prestazione occasionale svolta per un cliente che poi è rimasto tale in seguito all’apertura della partita iva, non dovrebbe creare ostacolo per l’adesione al nuovo regime dei minimi 2012. (cioè l’attivita svolta attraverso prestazione occasionale e partita iva era la stessa). Le chiedo se puo’, di chiarirmi meglio questo aspetto.
    Grazie per la sua disponibilita’. Saluti

  12. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Mimmo. Forse ha frainteso la mia risposta precedente o, molto probabilmente, non sono stato troppo chiaro io. Ad ogni modo, cerco di essere più diretto: le prestazioni, non dovrebbero inficiare il prosieguo della sua attività. Lei dovrebbe rientrare nel nuovo regime senza problemi, in quanto i vecchi minimi passano nei nuosi se rispettano i requisiti imposti dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22/12/2011, intitolato “Modalità di applicazione del regime contabile agevolato di cui all’articolo 27, comma 3, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

  13. Gent.mo Dott. Forestiero, fiducioso in una sua rispsta , esaustiva e, spero, piu’ rapida possibile , Le rivolgo questo quesito:
    Sono stato Informatore Scientifico del Farmaco (I.S.F.)come dipendente
    di Azienda Farmac. X ( farmaci etici ) con sede a Z. fino al 31/12/2010,
    data delle mie dimissioni volontarie. Oggi dal 1/1/2012, sono in pen-sione,dopo che per tutto il 2011 e fino ad oggi non svolto alcuna attività.
    Oggi, dovrei diventare Agente ( p.IvA ), per mandato di Azienda Farm. Y,
    con sede ad H. che produce non farm. etici, come la precedente, ma
    integratori alimentari, e di svolgere informazione ( non vendita )presso
    medici specialisti che visitavo e che facevano o che potrebbero in seguito far parte della zona in cui agivo con la precedente Ditta.

    Nel mio caso ( I.S.F.) assai anomalo, i medici,professionalmente,
    legalmente,e fiscalmente, non definibili “clienti”,non avranno mai da
    me alcun rilascio di fattura, anche perchè le mie uniche fatture ( 12
    all’anno ) saranno emesse nei confronti del mia nuova Azienda Y.
    In base alle ultime disposizioni di legge e circolari ministeriali ( 2001)in
    cui non ravviso esempi riproducibili alla mia posizione, così facendo,
    rientrerei io , nel caso di ” mera prosecuzione di attività precedente” ?
    Nel ribadire che così non avrei clienti e non farei mai vendite/fatture ai
    medici visitati, mi spetterebbe il nuovo regime dei minimi ?
    La ringrazio anticipatamente per una sua risposta.

    Mario.

  14. Dr. Francesco Forestiero

    Caro Mario, la mera prosecuzione è ravvisabile quando la nuova attività e quella svolta in precedenza presentano lo stesso contenuto economico o si fondono sulla stessa organizzazione di mezzi e svolgimento. E nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate si legge che è ravvisabile la mera prosecuzione se “l’attività presenta il carattere di novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma nella sostanza viene svolta utilizzando gli stessi beni dell’attività precedente, nel medesimo luogo e nei confronti degli stessi clienti”. Ora, considerando che lei andrà a svolgere una nuova attività verso clienti diversi, ma con gli stessi mezzi e nel “medesimo” luogo, ciò potrebbe crearle dei problemi per l’accesso al nuovo regime. Le dico questo perché le circolari del 2001 recitano che “l’applicazione va verificata caso per caso e che la disposizione ha carattere antielusivo, essendo finalizzata ad evitare gli abusi dei contribuenti che potrebbero avere interesse a continuare l’attività precedente ma non come lavoratori dipendenti, bensì come autonomi, al solo fine di godere delle agevolazioni tributarie previste dal nuovo regime”. Saluti. Francesco Forestiero

  15. Gent,mo Dott. Forestiero, la ringrazio per la sollecitudine della sua gradita risposta. Condivido appieno il caratere antielusivo della norma che è perfettamente inlinea con il mio pensare ed eventualmente anche con il mio modo di agire. Vorrei sintetizzare quegli aspetti per i quali , è vero c’è incertezza di interpretazione, ma personalmente
    propenderei per la non applicapilità della mera prosecuzione, anche se è ovvio che mi devo rimettere al giudizio di esperti come Lei.
    1) Datore di lavoro completamente diverso e poi integratori e non farmaci etici. inoltre mezzi ed organizzazione di lavoro diversa.
    2) Come da Telefisco 2011 ,c’è un’interruzione di lavoro da piu’ di un anno. Ciò sancisce una chiusura netta con il passato lavoro.
    3) Sono pensionato dall’1/1/2012- ( altra chiusura netta )
    4)Il Codice Deontologico della Farmindustri e delle Associazioni nazionali degli Informatori, vietano alcun tipo di rapporto economico tra gli I.S.F. e la classe medica, pene previste dallo stesso Ministero delle Finanze, ammende o reclusione.
    Pensa ancora di poterli chiamare CLIENTI i Signori Medici ?
    Mi rimetto alle sue attente ri-valutazioni ,per me fonte di preziose e
    utili informazioni anche perchè da queste dovrò fare le mie scelte.

    Cordialmente , Mario.

  16. Gentile Dott. Forestiero
    sono attualmente inquadrata come dipendente in uno studio grafico vorrei licenziarmi ed aprire una partita IVA e  svolgere lo stesso lavoro in autonomia.
    Posso rientrare nel regime agevolato dei contribuenti minimi tenendo presente che clienti e strumenti sarebbero completamente differenti oppure viene considerata prosecuzione dell’attività precedentemente? E se il mio ex datore di lavoro dovesse chiedermi delle consulenze e quindi svolgessi dei lavori per lui?
    La ringrazio anticipatamente.

  17. Iacomino Donatello

    Salve dottore,
    vorrei porle un quesito. Opero come logopedista per due strutture.
    In una ho un contratto a tempo indeterminato. Per l’altra faccio delle mere ricevute per prestazioni occasionali. Quest’ultima struttura ha chiesto se potessi aprire partita iva e vorrei farlo entrando nel regime dei minimi 5%. Ora, dato che manterrei il contratto a tempo determinato per l’altra struttura si configurerebbe una “mera prosecuzione”?
    Inoltre nel caso in cui fosse così potrei godere del vecchio regime al 10% ? in alternativa?

  18. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Mario. Sono perfettamente in accordo con lei quando afferma che i medici non debbano essere considerati clienti. Il problema non è questo. A mio avviso, per la sua situazione, si deve considerare che la normativa (l’ultimo provvedimento dell’Amministrazione Finanziaria) afferma che “la condizione di cui alla lettera b) del comma 2 dell’articolo 27 […], secondo cui l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente” e che la mera prosecuzione – semplificando – si ha quando si “utilizzando gli stessi beni dell’attività precedente, nel medesimo luogo e nei confronti degli stessi clienti”. Ora, lei non ha problemi per l’attività che andrà a svolgere in quanto il contratto si è concluso naturalmente e non ha problemi per il clienti che, come detto, non sono gli stessi. Ma crome le dicevo nello scorso commento, potrebbe incontrare dei problemi per i mezzi e il luogo. Ora lei mi dice che adotterà “mezzi ed organizzazione di lavoro diversi”. Va bene. Ma il luogo? So che si tratta di questioni effimere. Ma la mia precauzione è data da un’innata predisposizione professionale che mi spinge ad evitare qualsiasi tipologia di rischio. E’ probabile che l’Agenzia delle Entrate non le faccia alcuna opposizione. Ma è sempre meglio – a mio avviso – conoscere ogni dettaglio e valutare ogni piccola considerazione. Spero di esserle stato utile. Cordiali saluti. Francesco Forestiero

  19. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Maretta, per la “mera prosecuzione” non dovrebbero esserci problemi, in quanto – come dice lei stessa – i clienti e gli strumenti sono diversi. Il problema, tuttavia, si potrebbe presentare ancor prima. In quanto, il D.L. 98/11 convertito in Legge n. 111/2011, prevede che tutti i contribuenti che applicano il regime dei minimi al 1° gennaio 2012, abbiano l’obbligo di verificare il possesso in loro capo di ulteriori nuovi requisiti per poter beneficiare di questo regime agevolato. E tra questi c’è “l’esercizio dell’attività non deve essere una prosecuzione di un’altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”. Ad ogni modo, se mi invia maggiori dettagli via mail, vedi di analizzare meglio la sua situazione. Tempo permettendo. Saluti

  20. Dr. Francesco Forestiero

    Salve Iacomino, io ritengo che non sussita problema per il contratto a tempo indeterminato. In quanto se lei aprisse partiva iva, anche se l’attività sarebbe la stessa, non si configurerebbe mera prosecuzione, in quanto non vi è interruzione di attività. Cosi anche anche per le collaborazioni che non dovrebbero essere un problema.

  21. Gentile dottor Forestiero, sono stata dipendente presso uno studio grafico fino al 2009 facendo gli ultimi mesi in cassa integrazione. Alla fine di questo periodo di cassa, in accordo con il datore di lavoro, ho dato le dimissioni e dopo qualche mese ho aperto la partita iva aderendo al regime dei minimi. Ho continuato a svolgere la mia attività di grafica con mezzi personali e con clienti diversi da quelli dello studio (con cui non ho più avuto a che fare). Visti i nuovi requisiti per il 2012, posso proseguire la mia attività nel regime dei superminimi?
    Grazie e cordiali saluti

    1. Francesco Forestiero

      Salve Stefania, avendo anche gli altri requisiti previsti dalla normativa, le passerà al nuovo regime senza problemi. Dr. Francesco Forestiero

  22. Salve, pongo un quesito sulla MERA PROSECUZIONE. Visto il decreto legge del dicembre 2011 dove si dice “non c’è mai “mera prosecuzione” quando il lavoro dipendente si è interrotto per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Quindi, nei casi di licenziamento, chi inizia una nuova attività può sempre accedere al regime dei superminimi”, LA MIA DOMANDA è: nel caso invece di un contratto a tempo determinato che non viene rinnovato? Vale lo stesso o vale solo per chi viene licenziato? La cooperativa per la quale ho lavorato con contratto a tempo determinato (appena scaduto) non rinnova il contratto, mi chiedo se potrò usufruire del regime dei minimi sempre presso di loro come professionista iscritta all’albo degli psicologi!?

    Grazie
    Elisa C.

    1. Francesco Forestiero

      Salve Elisa, l’importante è dimostrare che l’interruzione o il mancato rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato sia dovuto a cause indipendenti dalla sua volontà.

  23. Salve Dottor Forestiero,
    Riguardo la mera prosecuzione per il nuovo regime dei minimi, ho un dubbio sul seguente caso:
    Un artigiano che svolge riparazione auto cessa l’attività nel 2004, oggi nel 2012 vuole riprendere a fare la stessa attività ma in un altro luogo, con attrezzatura nuova e certamente i clienti potranno essere anche diversi. Potrà usufruire del nuovo regime dei minimi ??

    Grazie
    Lele T.

  24. Buonasera.
    Riguardo la mera prosecuzione per il nuovo regime dei minimi, il semplice spostamento in altra sede è motivo sufficiente per far sì che la prosecuzione sia esclusa?
    Il mio caso è questo: lavoratore a tempo indeterminato, ho deciso di licenziarmi per proseguire la medesima attività, fatturando in gran parte alla stessa azienda, ma con mezzi miei e spostandomi in altra città.
    Mi chiedo se la circolare del 2001 dell’Agenzia delle Entrate richieda che i tre requisiti (clienti, strumenti e luogo) siano tutti diversi dalla precedente attività o se sia sufficiente la presenza di almeno un elemento di novità per far decadere la mera prosecuzione.
    La ringrazio anticipatamente per l’aiuto.

    Alessio Z.

  25. Salve Dott. Forestiero. Sono un giornalista che oltre ad avere il mio lavoro dipendente ho anche una collaborazione con un altra testata con cui sino al 2008 avevo una collaborazione occasionale. Dal 2009, sempre per questa testata ho aperto la partita iva con regime dei minimi.
    Ora vorrei capire se posso continuare a stare nel regime dei minimi oppure se il concetto di mera prosecuzione me lo impedisce.

  26. Salve Dott.Forestiero. Sono un contribuente in regime dei minimi e oggi dovrei fatturare secondo il nuovo regime sull’impreditoria giovanile o secondo un regime semplificato?
    Nel giugno del 2008 mi è scaduto un contratto CoCoCo che avevo con un ente pubblico centrale ma svolgevo attività in regione. A luglio ho firmato un contratto di 4 mesi con un ente pubblico regionale che mi ha chiesto di aprire la P.IVA (aperta a settembre 2008) per fatturare ad ottobre (premetto tale attività risulta essere diversamente svolta sia per quanto riguarda i luoghi, compensi e le attività). A novembre invece ho sottoscritto un contratto con una società per azioni a capitale pubblico di 3 mesi dove risulta che ho lavorato nello stesso luogo e con gli stessi mezzi del CocoCo precedente. Volevo quindi sapere se sussiste la mera prosecuzione delle attività come prevista alla lett.b comma 2 della Legge 111 del 15 luglio del 2011.
    La ringrazio anticipatamente per l’aiuto.

  27. Buon giorno Dott. Forestiero, ho letto il suo articolo e le risposte che ha dato agli altri utenti, e spero che possa aiutarmi a darmi delle risposte.
    Il mio caso è il seguente: a dicembre mi è scaduto un contratto co.co.pro. durato 9 mesi per un progetto sulle certificazioni della sicurezza-qualità-ambiente per una società di consulenza. A gennaio la società di consulenza suddetta mi propone un altro lavoro in ambito della sicurezza e vorrei aprire la P.Iva invece di un ulteriore contratto co.co.pro. In più avrei bisogno di aprire partita IVA per fatturare una docenza (ricadente sempre nell’ambito della sicurezza) presso un ente di formazione.
    Pensa che possa rientrare nel regime dei minimi o c’è mera prosecuzione dell’attività avendo avuto un contratto co.co.pro?

  28. Salve dottoressa forestiero, sono un fisioterapista ed ho apero p.iva con regime ordinario nel gennaio 2010, la mia domanda riguarda sempre la mera prosecuzione…io lavoro con contratto libero professionale a prestazione (tramite p.iva) verso una azienda che fornisce prestazioni sanitarie convenzionate, quindi immagino che proseguendo nel prestare la mia opera professionale verso questa azienda, mi sia preclusa l’adesione ai nuovi minimi 2012? Le vorrei porre un secondo quesito fuori tema se consente..avendo io un fatturato annuo minore di 15000 euro, secondo Lei è opportuno continuare con il regime ordinario o mi consiglierebbe altre strade? grazie dell’attenzione! saluti!

  29. salve dottor Forestiero, la mia domanda è più numerica confronto alle altre… o meglio se per cause di controlli rilevassero che non sono idoneo al regime ei minimi e il mio fatturato è di circa 25mila euro… quanti euro di sanzioni e tasse dovrei pagare?

    grazie mille

  30. Salve, Sono un fisioterapista e devo aprire la partita iva lavorando come collaboratore di un centro convenzionato. A gennaio ho avuto un contratto di un mese con lo stesso centro.
    Il mio commercialista ritiene che rientro nella mera prosecuzione della attività e che quindi non rientro nella partita iva dei contribuenti minimi, mentre altri colleghi miei sono rientrati tranquillamente seppur nella stessa situazione, come mi devo comportare?

  31. Salve dott. Forestiero, sembra che ognuno sia un caso a parte per queste nuove norme! Ebbene, nonostante abbia letto con attenzione tutte le Sue risposte, non ho ancora capito se posso continuare anch’io con il nuovo regime dei minimi o meno. Sono giornalista (over 35), ho un contratto a tempo pieno indeterminato con una testata, e a questa professione affianco da anni altre attività come presentazioni e uffici stampa, per le quali prima venivo pagata come prestazione occasionale, con ritenuta d’acconto 20%. Nel 2009 ho aperto partita IVA come giornalista autonomo, per poter fatturare i compensi ricevuti come addetto stampa di un’associazione, in base ad un accordo aperto, senza un vero contratto, che comunque continua e continuerà. Il mio commercialista dice che poiché la mia attività di giornalista dipendente è la stessa o simile a quella con la quale vorrei continuare ad operare nel nuovo regime dei minimi (almeno fino al 2014, ovvero i 5 anni concessi!), questo è impossibile. Io invece trovo che, sebbene l’attività sia per forza la stessa, nel senso che la mia professione è quella di giornalista, la norma antielusiva introdotta intenda colpire casi diversi, come quelli di rapporti di lavoro troncati per proseguire sotto altra forma, e non è affatto il mio caso. Insomma io continuerei nel 2012, con ritenuta ancora più agevolata, le stesse attività per le quali ho aperto la p.IVA tre anni fa. Oltre ad essere dipendente di un’azienda, che non c’entra nulla con l’associazione o altri enti per i quali mi trovo a lavorare ma senza un rapporto codificato e fisso. Chi ha ragione? Perdoni la prolissità, attendo la Sua risposta come una sentenza della Cassazione. Grazie!

  32. Salve Dott. Forestiero, avrei da porLe un quesito: dall’anno scorso svolgo attività di revisore senza partita iva, e mensilmente percepisco un compenso al netto di ritenute e contributi gestione separata.(reddito per collaborazioni coordinate e continuative)..ho di recente aderito al regimi dei minimi provvedendo, quindi, ad aprire P.Iva…fatturo già per attività di consulenza varie….se iniziassi a fatturare la mia attività di revisore, la stessa costituirebbe mera prosecuzione??? e quindi porebbe precludermi il discorso “fattura” anzichè “busta paga”???…grazie in anticipo..

  33. Buongiorno Dott. Forestiero. Ho 24 anni e nel 2010 e 2011 ho avuto due posizioni iva separate in regime ordinario per 2 prestazioni occasionali il cui importo era eccedente i 30mila Euro.

    A dicembre scorso ho chiuso tale posizione iva che per via del fatturato era regolarmente iscritta in camera di commercio come attività di consulenza sotto forma di impresa. Si trattava di consulenza in ambito di energie elettriche rinnovabili innovative.
    Purtroppo si è trattato di due colpi grossi che non mi capiteranno mai più (anche perché l’azienda di contatto ha fallito). Sebbene i ricavi fossero superiori ai 30 mila, gli utili si attestavano intorno ai 24. Le partite iva erano quindi in regime ordinario.

    Da quest’anno ho invece accesso ad un lavoro continuativo ma più modesto come INTERPRETE (lavoro completamente diverso dal precedente) e sarebbe mio desiderio aderire al regime dei minimi 2012. Il fatturato annuo si attesterebbe intorno ai 10.000 euro.

    C’è però quel paragrafo che esclude chi abbia esercitato precedentemente att.tà di impresa… mi può dare un suo parere? Secondo lei, trattandosi di due cose completamente diverse, potrei rientrarvi?

  34. Buongiorno Dott. Forestiero, sto per aprire una partita iva nel regime dei minimi ma non sono affatto sicura di potermelo permettere, visto che la mia commercialista mi comunica che lo si fa sotto mia diretta responsabilità per possibili future ripercussioni; in poche parole secondo il suo parere lo posso fare a mio rischio e pericolo creando una sorta di escamotage.

    Ho un contratto co.co.pro. di oltre 10 anni (rinnovato ogni anno) sul quale vengo indicata come grafico e webmaster; e sono stata assunta per un anno presso un’altra azienda per provare mansioni di promozione dell’immagine (operazioni marketing) inquadrata come segretaria amministrativa nell’ambito della panificazione. Ora per precarietà ed esigenza di lavorare fatturando ad altri miei potenziali clienti, mi si consiglia di aprirla (per beneficiare delle condizioni dei minimi) ma con un codice 749093 (altre attività di consulenza tecnica) in cui non trovo nessuna delle mie attività con la questione che in fattura non devo mai citare le parole ‘web’ marketing e grafico…
    La mia nuova attività in effetti però si svolge sul web, ottimizzo siti internet, faccio consulenze marketing e gestisco pagine sui social network, curo indicizzazione nei motori di ricerca (a nessuno dei clienti della società per cui lavoro e mai per la società per cui lavoro) con mezzi miei, in altro luogo ecc e in quel inquadramento (sul sito istat) non trovo nulla che lontanamente mi somigli.

    Le chiedo ma è necessario questo escamotage? Davvero rientro nel caso di mera prosecuzione quando in effetti faccio un altro lavoro (uso il web certo) e il marketing per il panificio era scrivere cartellini per i negozi con la composizione del pane? La risposta è che Agenzia Entrare è ‘quadrata’ e non capisce la differenza e quindi se voglio posso usare quel codice sotto mia diretta responsabilità.

    Lei cosa ne pensa? Inoltre essendo stata non rinnovata per il panificio non posso quindi fatturare nulla a loro per altre mansioni? E sarebbe meglio lasciassi anche il mio co.co pro. per evitare qualsiasi problema (mia unica fonte di reddito fissa anche se piuttosto bassa)

    grazie mille per la cortese risposta.

  35. Gentile dottore, ho questo problema. Tizio da poco ha iniziato l’attività di procacciatore d’affari con p.iva, (propone contratti per compagnia telefonica). Adesso la compagnia chiede a Tizio la fattura per il lavoro svolto. Lui vorrebbe aderire al nuovo regime minimi per i suoi vantaggi, ma il lavoro sarebbe più o meno lo stesso; e quindi teme l’ostacolo della prosecuzione dell’attività. Mi chiedevo allora: sarebbe possibile chiudere il lavoro passato con una fattura occasionale, per redditi diversi, come privato col codice fiscale e partire col nuovo regime per lavoro autonomo? C’è qualche possibilità finchè la fattura non viene emessa di trovare una soluzione in tal senso? ad esempio emetterla sotto nuovo regime? grazie

  36. Buongiorno Dott. Forestiero, mi trovo a chiederle consiglio in merito a compatibilità tra regime dei superminimi e contratto a tempo determinato.
    Svolgo libera professione con regime dei superminimi.
    Mi è stato proposto un contratto a tempo determinato part-time della durata di 4 mesi circa per un’attività riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro, che non cozza con la mia professione indipendente. Vorrei sapere se firmando il contratto, potrei rimanere nel regime dei superminimi o sarei costretto ad una variazione di regime perdendo definitivamente le agevolazioni fiscali. Ovviamente il mio interesse sarebbe quello di mantenere i superminimi per le agevolazioni ed i ridotti costi di gestione.
    Spero che potrà aiutarmi.
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Francesco Forestiero

      È consentito continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio ai soggetti che iniziano un’attività di lavoro dipendente anche in ambiti omogenei a quelli che caratterizzano l’attività di lavoro autonomo o d’impresa non essendo ravvisabile in tal caso alcuno spostamento di imponibile a un regime più favorevole per il contribuente. Si pensi al caso di un geometra che svolga attività libero professionale in regime agevolato assunto come lavoratore dipendente per il medesimo profilo professionale

  37. Buon giorno dott. Forestiero, mi trovo anche io in difficoltà per quanto riguarda la “mera prosecuzione” o meno. Nel 2010-2011 e 2011-2012 ho lavorato per una società di servizi con contratto a progetto (considerando gli importi..è stato giusto un rimborso spese) con l’unico scopo di controllo di un grosso progetto per un unico cliente della società. Nel frattempo mi sono iscritta all’ordine (ingegneri) ma non ho aperto partita iva avendo il contratto ancora in atto e non avendo clienti miei. A marzo il contratto è scaduto e non mi è più stato rinnovato, questa cosa ha anche coinciso con miei problemi di salute, per cui tra aprile e maggio sono stata a casa.
    Uno dei soci della società mi ha proposto di rientrare a lavoro come libero professionista, volendomi affidare alcuni lavori più piccoli che adesso sono in grado di portare avanti in maniera autonoma, e anche fatturare autonomamente, nell’ottica che piano piano io riesca a formare un mio bacino di clientela; ho aperto quindi partita iva barrando il regime dei minimi, e ho fatto la richiesta ad inarcassa.
    La sede in cui lavora il libero professionista senior è la stessa della società, anche se i mezzi sono in parte di sua proprietà ed in parte dell’altro socio e quindi della società, io lavoro comunque anche con mezzi miei e anche da casa.
    Ovviamente continuo ad essere al corrente di tutti i lavori sia interni che esterni..e da una parte vorrei anche continuare ad occuparmi della porzione di progetti gestiti dalla società..ma mi chiedo, in quel caso si parlerebbe di mera prosecuzione e dovrei abbandonare subito il regime dei minimi? ho iniziato a leggere in rete..e i dubbi si sono moltiplicati..è una mera prosecuzione anche se le mie fatture saranno intestate in parte ad altri ed in parte al professionista, visto che oggettivamente una parte del mio tempo la passerò nello stesso ufficio?
    io non posso sapere fin da ora come andrà questo anno e se avrò fin da subito altri clienti miei..sto lavorando a due pratiche diverse per clienti diversi..ma come faccio a sapere se finite queste sarò in grado di trovare altro o mi troverò a fatturare solo per l’aiuto fornito al professionista senior?
    potrò mai occuparmi nuovamente dei lavori della società, o per farlo dovrò cambiare regime?sinceramente sono molto confusa…pensavo che questo regime agevolato servisse per permettere ai giovani di “iniziare” l’attività senza troppi aggravi di tasse…ma è ovvio che da qualche parte bisogna pur partire..e nel dover partire ci si affida a professionisti con più esperienza di noi, in grado di poterci un pò guidare..ma da come leggo, pare invece di non potervisi affidare se ci sono state in precedenza collaborazioni..

    la ringrazio fin da ora,
    saluti

  38. Buongiorno Dott. Forestiero,
    vorrei risolvere un dubbio. Sono un docente di laboratorio grafico di una scuola professionale, negli ultimi anni mi è capitato spesso di fare prestazioni occasionali per consulenze ad aziende dello stesso settore. Ora volendo entrare nel regime dei minimi la clausola “mera prosecuzione” potrebbe essere applicata anche a me che sono dipendente nel medesimo settore?

    la ringrazio anticipatamente

  39. Buonasera Dott. Forestiero, ho un dubbio sulla applicabilità nel mio caso, del regime dei superminimi al 5% che attualmente adotto. Ho aperto p.iva a Marzo 2010 cominciando da subito a fatturare con codice altre attività nca e successivamente come consulente del lavoro (appena mi sono abilitata). Nei tre anni antecedenti il 2010 ho svolto dapprima tirocinio professionale per l’abilitazione alla professione e poi sono stata assunta come addetta paghe, rapporto di lavoro che si è concluso con licenziamento per giustificato motivo soggettivo (assenza ingiustificata).Appena terminato il rapporto il mio ex-datore mi chiede di collaborare con lui per la gestione di una pratica. Dunque la mia prima fattura a Marzo 2010 è emessa nei confronti del mio ex-datore. A cio’ si aggiunge che il licenziamento è avvenuto due mesi prima per “giusitifcato motivo soggettivo”(su questa tipologia di licenziamento ho dubbi perchè non essendo un licenziamento per motivi oggettivi, esiste una parte di colpa del lavoratore che ha portato il datore a licenziarlo e dato che si legge nella circolare 30 Maggio 2012 dell’ADE,che non è necessario verificare la non sussistenza di mera prosecuzione in caso di “perdita di lavoro per cause non dipendenti dalla volonta del lavoratore”, mi domando se visto che la prima fattura è stata emessa nei confronti del mio ex-datore e visto che sono stata licenziata paco prima per giustificato motivo soggettivo,alla luce di ciò,rientro ancora nel regime dei minimi al 5% oppure no. Preciso che dopo la prima fattura nei confronti del mio ex-datore tutte le altre le ho emesse verso clienti di altri paesi(mi sono trasferita a Milano)per cui ho cambiato clienti, mezzi e organizzazione. Molte Grazie..Irene

  40. Buonasera Dott. Forestiero, volevo chiederle un parere. ho aperto partita IVA e ho i requisiti per rientrare nel regime dei minimi. Oltre ad offrire la mia consulenza ad un cliente, ho una proposta di contratto co.co.pro da parte di un altro committente(non posso lavorare con p. IVA presso quest’ultimo), sono compatibili le due forme? Perdo i diritti del regime dei minimi?
    Grazie

  41. Buonasera Dott. Forestiero, volevo chiederle delle delucidazioni. Lavoro da alcuni mesi presso uno studio di ingegneria che per i primi 3 mesi mi ha pagato tramite ricevute (prestazione saltuaria occasionale). L’intento dello studio è farmi aprire partita iva. Il mio datore di lavoro ha 3 società per le quali far fatturare i propri collaboratori di modo che non si creino problemi di fatturazione sempre alla stessa società per lunghi periodi. In ogni caso il mio problema è che non posso ancora aprire la partita iva come ingegnere perchè non ho ancora sostenuto l’esame di stato (che inizierà a novembre e terminerà la prima settimana di febbraio 2013). Nell’attesa di poter sostenere l’esame di stato potrei aprire partita iva da disegnatore e poi convertirla in p.iva da ing.? In caso affermativo, ci sono dei costi nel passaggio e inoltre per quanto riguarda i contributi versati in questi mesi all’inps, se poi dovessi trasferirli alla cassa degli ingegneri ci sarebbero costi gravosi?
    Un’ulteriore possibilità sarebbe firmare un contratto cocopro e andare avanti un anno con quello. il problema si pone però al momento dell’apertura della partita iva per poter usufruire del regime dei minimi (tassazione al 5%). Se il contratto lo faccio con una società e poi all’apertura della partita iva all’inizio fatturo per un’altra delle 3 sue società, è intesa come mera prosecuzione o posso accedere alla tassazione agevolata? chiedo scusa per la prolissità. Grazie per la disponibilità e complimenti per il sito. Marco

  42. Salve dottoressa forestiero, volevo chiederle un’informazione. Se un soggetto ha lavorato con contratto a tempo determinato con agenzia interinale per una ditta per 8 mesi nell’arco del triennio precedente e ha fatto sempre per la stessa ditta 2 prestazioni occasionali sempre nello stesso triennio, può usufruire del nuovo regime dei minimi al 5% e lavorare per lo stesso committente? A mio parere si da quanto disposto dall’ultima circolare dell’agenzia delle entrate in quanto, sebbene andra a lavorare per lo stesso committtente non si è realizzato per la metà del trienni precedente la prosecuzione del rapporto di lavoro e le prestazioni occasionali sono qualificiate come reddito diverso. La rigrazio in anticipo. Roberto.

  43. Innanzitutto volevo fare i miei complimenti per il servizio che date. Volevo sottoporvi il mio problema; nel 2008 ho aperto p.iva con regime dei minimi, con attività “servizi alle imprese”, p.iva chiusa a fine 2008. Nel 2010 ho riaperto p.iva sempre con regime dei minimi, con nuova attività “progettazione impianti”, in quanto nel frattempo ho sostenuto esame di stato, sono un perito elettrotecnico. Volevo sapere se dal 1 gennaio 2012 potevo continuare con lo stesso regime dei minimi (quindi fino al 2014) o dovevo passare al regime degli “ex minimi” in quanto come sostiene il mio ragioniere l’attività svolta potrebbe essere mera prosecuzione dell’attività precedente (quella svolta nell’anno 2008). Aspetto vs cortese risposta. Carlo

  44. Salve,
    a breve dovro’ aprire P.I. come psicologo e le mie fatture essendo sanitarie saranno esenti IVA. Visto che nel periodo 2007-2009 avevo un sito di e-commerce e quindi ero commerciante (forse la chiusura di tutto il commercialista me la fece i primi mesi del 2010) volevo sapere se rientro in questo regime dei minimi con irperf al 5%. Perchè un punto per rientrarci dice che nel triennio precedente non bisogna aver svolto attività commerciali o professionali.. poi trovo scritto la questione della mera prosecuzione. quindi prima commerciante e ora libero professionista. che succede?
    grazie
    antonio

  45. Salve sono un artigiano edile aderente ai super minimi ho aperto partita Iva da un’anni e mezzo circa.causa calo di lavoro volevo sospendere .in modo da non pagare per un Po inps…..e compagnia bella.è possibile? Quando mi riattivo perderò il beneficio del 5% di tasse da pagare? La ringrazio per ora.

  46. gentile dott. forestiero,
    . sono un’insegnante di educazione fisica che lavora al di fuori della scuola. fino a 5 anni fa lavoravo con contratto co.co.co. presso un comune della mia zona per svolgere attivita’ motoria per la terza eta’. poi per problema patto di stabilita’ il comune non mi ha rinnovato ll contratto e attualmente svolgo la stessa attivita’ presso la stessa palestra del comune come precedentemente ma ho aperto l’anno scorso la partita iva regime dei minimi. inoltre sono amministratore di una srl che pero’ non riceve utili da 5 anni. posso accedere a questo regime? premetto che ho una fatturazione annua di 11.000,00 euro..
    grazie per la sua cortese risposta

  47. Salve, anche io come molti vedo, sono a chiedere chiarimenti. SIamo due soggeti che vorrebbero aprire uno studio grafico e le spiego la situazione di uno e dell’alyto ad oggi.

    Pippo.
    Lavora da 8 anni in uno studio grafico con contratto a tempo indetermianto. Lo studio n nva bene (come tutti) e lui vorrebbe venire via. Un cliente (amico) vorrebbe seguirlo.

    Caio
    Caio è stato licenziato dallo stsso studio nel dicenbre 2010. Lavora con contratto a progetto in una società A (questo contratto a progetto scade m isembra a dicembre 2012). Due clienti vorrebbero seguirlo.

    Pippo e caio vorrebbero capire se potrebbero prendere partita iva con regime dei minimi entrambi e lavorare in luogo diverso, con strument idiversi, ma con alcuni stessi clienti. VOrrei sapere se sarebbe meglio aprire la partita iva quando ancora nn son ofiniti i rapporti precedenti. Vorrei sapere se, acnhe nn aderendo al regime dei mini, siamo imputabili di mera prosecuzione del alvoro.

    Grazie
    Simona

  48. Ma se a me venisse contestata la mera prosecuzione, incorrerei in sanzione di che tipo? Oppure dovrei solo pagare le tasse arretrate?

  49. sono un docente di educazione musicale di scuola media a tempo indeterminato (pubblico dipendente),
    Insegno ed. musicale nella media guidato dal relativo programma ministeriale: storia della musica ,ascolto guidato cenni di pratica strumentale ( strumenti a percussione, flauto dolce, tastiera) teoria musicale (conoscenza delle note e i vari simboli musicali).
    Vorrei attivare corsi per lezioni di chitarra aprendo partita iva con regime agevolato superminimi.
    Riguardo a l’apertura di questo regime agevolato ho qualche dubbio sul requisito relativo alla “mera prosecuzione della stessa attività..” poiché qualche argomento di tipo teorico, tra le due attività, quella di insegnante di scuola media e quella di insegnante di chitarra, potrebbe coincidere, come ad esempio la conoscenza della teoria musicale.
    Preciso inoltre che questa nuova attività di insegnamento della chitarra NON avviene nello stesso luogo, nei confronti dei miei alunni di scuola media ed utilizzando gli stessi beni della mia attività di insegnante di scuola media.
    posso accedere al regime dei superminimi?

  50. Gentile Dott. Forestiero,

    sono una traduttrice e lavoro da 3 anni presso un’agenzia di traduzioni (con un contratto co.co.pro). In questi anni ho parallelamente collaborato anche con clienti esterni, in regime di prestazione occasionale.
    A fine anno il mio contratto con l’agenzia scadrà e dovrò necessariamente aprire la partita iva. Continuerò a lavorare presso tale agenzia, ma al contempo collaborerò con altre (in questo caso con mezzi miei).
    Posso quindi accedere al regime di vantaggio o meno?
    Ho già parlato con un commercialista secondo cui potrei accedervi grazie alla clausola per cui la “mera prosecuzione” non rileva in caso di licenziamento o comunque un’interruzione indipendente dalla volontà del lavoratore.

    La ringrazioe anticipatamente per ogni eventuale delucidazione.

  51. salve Dott.
    sono assunto come apprendista fisioterapista, vorrei aprile la partita iva, posso rientrare con il regime dei minimi? grazie

  52. Salve, ho chiuso nel 2011 un’impresa artigiana in regime dei minimi con sede al mio domicilio che trattava oggetti da me creati in pasta di mais e paste polimeriche che a volte diventavano anche bracciali o collane (sempre fatte a mano).
    Vorrei ora riaprire un’atività di commerciante itinerante che tratta principalmente bigiotteria. E’ mera prosecuzione?
    Dovrei trovare una sede diversa dal mio domicilio?
    Grazie!

  53. Buongiorno.
    Alla luce della circolare 17/e dell’agenzia delle entrate punto 2.2.2. vorrei chiedere se la mia situazione può rientrare nel regime dei minimi: ho lavorato con un contratto a progetto per 18 mesi (scaduto il 14/12/2012) per una società e non potendomi rinnovare il contratto a progetto mi hanno proposto una collaborazione con partita iva (quindi stessa società, stessa tipologia di lavoro, ufficio, etc…). Poichè i 18 mesi corrispondono a metà del triennio precedente la partita iva, limite max per considerare un contratto a progetto come lavoro precario secondo la circolare, posso stare tranquilla nell’accedere al regime dei minimi?Grazie mille

  54. Buonasera
    Sono Architetto dipendente di un impresa edile, come impiegato tecnico (addetto alla redazione di progetti per edifici costruiti dall’impresa)
    Purtroppo da circa 1 anno non lavoro per mancanza di commesse, ma non sono stato licenziato ; vorrei aprire la partita IVA come professionista posso usufruire del regime dei minimi

  55. Gentile Dott. Forestiero,

    sono un tecnico eletricista e lavoro da 5anni presso una ditta di impianti eletrici con contratto a tempo indetterminatono e attualmente in cassa integrazione a zero ore fino ad agosto 2013
    Posso usufruire del nuovo regime dei minimi aprendo una ditta di impianti elettrici individuale come artigiano.ovviamente con mezzi miei.diversi clienti,diversa citta.
    La ringrazioe anticipatamente per ogni eventuale delucidazione.

  56. Egr. Dott. Forestiero,
    La disturbo per chiederle consiglio.
    Il 31 dicembre è terminata la mia esperienza di lavoratore dipendente come impiegato commerciale (vendita spazi pubblicità) con la società X causa licenziamento oggettivo. Ora ho avuto una proposta dalla società Y la quale mi vorrebbe come agente di commercio settore pubblicità (sempre vendita spazi pubblicitari). Sicuramente è mera prosecuzione d’attività…ma sono stato licenziato contro la mia volontà…posso ugualmente accedere ad un regime di partita iva dei minimi? Grazie per la risposta

    1. Francesco Forestiero

      No c’è “mera prosecuzione” quando il lavoro dipendente si è interrotto per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Saluti

  57. Egr. Dott. Forestiero,
    da sei anni lavoro con contratto di procacciatore presso una casa editrice.
    Ora vorrei aprire la partita iva con il regime dei minimi e lavorare ancora presso quell’azienda.
    Rientro nei requisiti?
    Grazie

  58. Buongiorno Dr. Forestiero,
    vorrei chiedere un suo parere,
    Io ho effettuato in quest’anno un mese (feb 2013) di “prestazione occasionale” con la ditta A, e poi con un nuovo contratto part time di un mese, 2 gg lavorativi per poi essere stato licenziato nel periodo di prova (marzo 2013) .

    Adesso, se volessi avviare la libera professione, avendo tutti i diritti per il nuovo regime dei minimi, tranne il dubbio che, se riprendessi a fatturare con l’ex datore A, nel medesimo posto e mansione, possa perdere il privilegio..
    Ma leggendo altri post e circolari varie, tutto ciò vale a patto che nn si sia perso il lavoro, (io sono stato licenziato e non auto dimesso) e quindi in stato di disoccupazione credo.. Lei cosa ne pensa, Posso trovare ostruzionismo? e come posso avere la conferma dall’agenzia delle entrate?
    Grazie in anticipo per il suo tempo.

  59. Ma il DL del 22 dic 2011 recita ” una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, non opera laddove il contribuente dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà.” Non opera, quindi non viene considerata mera prosecuzione, dove sbaglio mi perdoni? avendo io perso il lavoro.

  60. Buongiorno Dott. Forestiero, vorrei chiedere un Suo parere. Un lavoratore dipendente ha concluso la propria esperienza lavorativa, dimettendosi volontariamente dal proprio contratto di lavoro subordinato. La mansione svolta, per il proprio datore di lavoro era quella di commesso/addetto alle vendite presso il banco ambulante di prodotti alimentari. Ora l’ex dipendente vorrebbe intraprendere l’attività di commercio ambulante di prodotti alimentari, acquistando un autocarro dal suo ex datore di lavoro, ma svolgendo l’attività in luoghi diversi dai precednti, acquistando la merce da altri fornitori rispetto a quelli utilizzati dal suo ex datore di lavoro e soprattutto rivolgendo le vendite ad una clientela completamente diversa. In questo caso è possibile aderire al regime dei superminimi oppure è configurabile una sorta di mera prosecuzione???

  61. Buonasera dott. Forestiero sono stato socio lavoratore di una ditta in nome collettivo dal 2003 al 2008 con sede presso il mio domicilio, nel settore elettrotecnico.
    Ora vorrei intraprendere l’attività individuale con regime dei minimi, con clienti diversi con mezzi diversi ma naturalmente al medesimo domicilio (dove abito)
    potre incorrere alla mera prosecuzione?
    Da allora ho svolto attività occasionali con promessa di assunzione.

    1. Francesco Forestiero

      Fermo restando il possesso dei requisiti, essendo passati i tre anni previsti dalla legge, non dovrebbero esserci problemi.

  62. Buongiorno Dott. Forestiero, ho da poco aperto partita IVA e non so se effettivamente ho i requisiti per rientrare nel regime dei minimi.

    Lavorerò principalmente per una società finanziaria per la quale ho prestato servizio di consulenza in passato (per un cliente specifico) emettendo una notula.

    Si può considerare mera prosecuzione anche se mi occuperò di clienti diversi da quello della prestazione occasionale fatturata con notula?

    La ringrazio anticipatamente
    Elena

  63. Buongiorno Dott. Forestiero, le chiedo se possibile darmi una risposta alla mia questione:
    Ho 39 anni, di professione geometra, ho lavorato con contratto a tempo indeterminato presso uno studio tecnico con mansione di disegnatore CAD e coordinatore staff tecnico. Purtroppo nell’Ottobre 2012 lo studio è stato chiuso, con conseguente licenziamento. Da voci di colleghi, mi è stato comunicato, che trovandomi licenziato per causa non imputabile al sottoscritto, potrei accedere (anche se ho superato i 35 anni) all’apertura della “P. IVA con i Regimi minimi” per poter continuare collaborazioni con le mansioni che avevo in precedenza. Trovo conferma in quanto riferitomi?.
    Grazie per la collaborazione.
    Saluti.

  64. salve,
    sono un’infermiere ,ho da poco aperto la mia partita iva in regime minimi ,alcuni giorni fa’ mi è arrivata una proposta di assunzione a tempo determinato (supplenza) presso l’asl del mio paese, loro mi hanno chiesto di chiudere la partita iva per poter lavorare con loro.
    Le vorrei chiedere se è possibile ,legalmente,avere un contratto con loro e continuare ad avere la partita iva? e se sospendendo momentaniamente la p.iva posso riaprirla con lo stesso regime.
    grazie aspetto una Vostra risposta in merito

  65. Salve Dr. forestiero vorrei chiederle un suo parere.
    Sono un’ infermiera che lavora part-time (10ore a settimana)presso uno studio medico (privato), mi hanno chiamato per tre mesi a lavorare presso un ospedale pubblico di un altra città con la p.iva a trenta ore .Se aprissi p. iva con il regime dei minimi Verrebbe considerata una mera prosecuzione della precedente attività’? Potrei fare entrambi i lavori?
    Grazie

    1. Non vedo mera prosecuzione perchè l’attività viene svolta in luoghi diversi, indirizzata a clienti diversi. Propenderei per una risposta positiva.

  66. Buonasera ,

    volevo porre un quesito che non ho riscontrato in nessun’altro sito.

    Lavoro da due anni tramite contratto a progetto in una società che si occupa di consulenza in finanza aziendale. La mia attività è di analisi e redemption dei siti web (oggetto dell’attuale contratto che ha scadenza, dopo alcuni rinnovi, ad agosto del 2014).
    Essendomi laureato in economia ho approfondito autonomamente nel tempo le tematiche trattate dalla società e adesso vorrei offrire le mie competenze alla stessa e ad altri clienti (alcuni di questi ultimi sono clienti a loro volta della società per cui lavoro attualmente).

    Volendo aderire alla P.Iva regime dei minimi come consulente in finanza aziendale (codice ateco 70.22.09), volevo essere sicuro che nel mio caso siano rispettati tutti i requisiti imposti dalla normativa con particolare riferimento al comma 2 let. b della circ. n° 17/E del maggio 2012 “secondo cui l’attività intrapresa non deve costituire in alcun modo mera prosecuzione dell’attività già svolta precedentemente sotto forma di lavoro dipendente o di lavoro autonomo”?

    Purtroppo non riesco a trovare una risposta a questa domanda. Spero che Lei mi possa aiutare.
    La ringrazio infinitamente.

    Cordiali saluti

    Stefano

  67. Egregio Dr. Forestiero vorrei chiederle un parere.
    la ditta in cui lavoravo come lavoratore dipendente a tempo indeterminato è fallita nel marzo 2013. Ora passato oltre un anno tra cassintegrazione e disoccupazione vorrei aprire attività come regime dei minimi.
    Tra i miei vari clienti potrebbe esserci una srl il cui titolare è lo stesso della ditta in cui lavoravo.
    Volevo chiedere se può essere considerata mera prosecuzione.

    grazie
    cordiali saluti
    Fabio

  68. Egregio Dr. Forestiero, la presente per richiederLe un quesito circa i requisiti di accesso al nuovo regime dei minimi ed in particolare relativamente alla mera prosecuzione.
    Mia sorella ha lavorato come estetista presso un centro estetico fino al 2012 con contratto a tempo indeterminato. Il contratto di lavoro si è concluso con dimissioni di mia sorella in quanto negli ultimi mesi non è stata pagata.
    Secondo quanto disposto dalla circolare 17/E l’accesso al regime è consentito quando “La condizione di cui alla lettera b)…, non opera laddove il contribuente dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà”.
    Mia sorella non avendo mosso alcuna azione legale può aprire con il nuovo regime o deve dimostrate la causa indipendente alla propria volontà?
    Eserciterebbe in lughi e con mezzi diversi.
    Cordiali saluti

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