Commercio elettronico auto usate, 3 cose che devi sapere

Oggi parliamo degli adempimenti per svolgere l’attività di commercio elettronico auto usate o nuove.

Ormai sul web è possibile acquistare di tutto, anche beni che prima di essere acquistati necessitano sicuramente di essere visti, come per esempio le autovetture. Sono ormai tantissimi i siti web che offrono la possibilità di acquistare un auto in rete; è possibile vedere le fotografie, i km e confrontare i prezzi.

Se anche tu vuoi conoscere quali sono gli adempimenti che devi effettuare per poter aprire un’attività di commercio online di autovetture, seguimi, ti spiegherò in 3 punti cosa devi fare.

Commercio elettronico di auto: adempimenti

Prima di tutto devi presentare la S.c.i.a. (segnalazione certificata di inizio attività) in Comune. Si tratta di una modulistica da compilare dove vengono richiesti tutti i dati dell’attività: denominazione, sede dell’attività, il sito web, ecc..

Per la vendita di auto nuove occorre compilare la Scia per il commercio elettronico; se si tratta di commercio auto usate occorre anche presentare, in aggiunta, la “dichiarazione di vendita di oggetti usati”.

Se non hai la disponibilità del bene, cioè la vendita avviene in conto terzi, devi presentare la Scia come “agenzia affari”.

Riepilogando:

– S.c.i.a. ex art. 115 T.u.l.p.s. qualora le autovetture siano trasferiti per conto terzi.

– S.c.i.a. ex art. 126 T.u.l.p.s. qualora si tratti di auto usate

– S.c.i.a. ai sensi degli artt. 18 e 21 del D.lgs. 114/1998 per il commercio elettronico

La modalità di presentazione è telematica; infatti ormai non si può più presentare la suddetta modulistica allo sportello. Sul sito impresainungiorno.gov.it, nella sezione “Invio telematico al SUAP” potrai trovare tutte le informazioni a riguardo.

Il codice ateco da utilizzare per la vendita auto online è il 45.11.01. Questo codice identifica l’attività svolta è deve essere utilizzato nella modulistica indirizzata all’Agenzia delle Entrate.

E’ fondamentale utilizzare questo codice ateco per richiedere la targa prova.

Commercio elettronico auto usate online, serve un deposito?

Questo è indubbiamente il punto più delicato. La normativa non prevede l’obbligo di avere nessun deposito ma ci sono alcuni comuni che lo richiedono. Come comportarsi quindi?

Il consiglio che mi sento di darti è quello di contattare sempre il SUAP del Comune competente e constatare la loro richiesta, giusto per evitare inutili perdite di tempo.

I costi per l’avvio e la gestione annua dell’attività

Se decidi di avviare l’attività da solo, senza costituire nessuna società, i costi di avvio sono davvero irrisori. Infatti tra bolli, diritti di segreteria e diritto annuale da versare alla Camera di commercio, i costi totali ammontano a circa 100 euro.

Per costituire una società invece ci vuole l’atto notarile (indicativamente 1000 euro). Quindi i costi sicuramente aumentano e questo discorso vale anche quando in futuro devi chiudere l’attività. Infatti anche per chiudere devi recarti dal notaio, cosa non richiesta se avvii l’attività con una ditta individuale.

Oltre all’iscrizione alla camera di commercio dovrai iscriverti all’Inps. I contributi da versare ammontano a circa 3600 euro annui da versare in quattro rate annuali, rispettivamente il 16 del mese di febbraio, maggio, agosto e novembre.

Nel regime forfettario attualmente c’è la possibilità di richiedere un’agevolazione che ti permette di pagare meno contributi inps. Purtroppo chi avvia un’attività di commercio online di auto usate, non può aderire al regime forfettario, quindi non può richiedere l’agevolazione. La vendita di beni usati in generale è incompatibile con il regime fiscale forfettario.

Per avere maggiori informazioni circa l’avvio dell’attività e ricevere un preventivo per la gestione della contabilità potete contattarci senza impegno.

14 commenti su “Commercio elettronico auto usate, 3 cose che devi sapere”

  1. salve vorrei avere dei chiarimenti sull’aspetto della tassazione, nello specifico bisogna rispettare un limite per il volume d’affari? ovvero nell’arco dell’anno posso fare acquisti e vendite per un totale superiore a 30,000€ o sono vincolato a questa cifra? e se bisogna rispettarla si calcola solo sugli utili o sui complessivi prezzi delle vendite.
    grazie

    1. La tassazione dipende dal regime fiscale.
      Nel regime forfettario (occorre rispettare dei requisiti per aderire) il limite di fatturato attualmente è 50.000 euro è la tassazione è del 5% su un reddito calcolato forfettariamente applicando dei coefficienti.
      Nel regime ordinario di tassazione invece il reddito viene calcolato come differenza tra ricavi e costi dell’attività.

    2. Buon pomeriggio vorrei un indicazione , ha da tanto tempo che voglio farlo , ma essendo insicuro , praticamente io ho aperto un attivita di manutenzione auto nel 2019 , col regime forfettario, ora vorrei aggiungere il commercio auto , però so che e assoggettato al regime del margine , se vorrei vendere anche le auto con questo regime forfettario lo posso fare ?

      1. Buonasera,
        la vendita di auto usate è incompatibile con il regime forfettario. Si applica il regime del margine.

  2. Buongiorno, sono intenzionano ad avviare un’attività di commercio elettronico di veicoli usati con la possibilità di un deposito. A questo punto non sono in grado di capire se con il commercio elettronico posso avere queste agevolazioni:
    – targa prova
    – mini passaggio
    – registro di carico e scarico
    – esenzione bollo
    grazie mille per ogni suggerimento/consiglio che potete darmi.

    1. Buonasera Mario,
      per avere la targa prova deve aprire partita iva con codice ateco 45.11.01. Per il resto le consiglio di contattare l’ACI.

  3. SALVE,UN INFORMAZIONE:IO HO GIA P IVA E TARGA PROVA,PER IL COMMERCIO DI AUTOVETTURE IL MIO COMUNE MI HA INPOSTO LA DESTINAZIONE D USO COMMERCIALE ,CHE IO PURTROPPO NON HO ESSENDO LA MIA AUTOFFICINA UN FUORI ZONA ARTIGIANALE.PERO HO SENTITO DI VENDITORI DI MACCHINE USATE AGGIRARE IL PROBLEMA DIVENTANDO VENDITORI ON LINE,AVENDO COSI L’AGEVOLAZIONE DI FARE IL MINIPASSAGGIO ED ESENZIONE DEL BOLLO SENZA AVERE IL COMMERCIALE(CAPANNONE),PERCHE LA VENDITA E ONLINE,DICHIARANDO UN GARAGE O UN CAPANNONE AL DI FUORI DELL OFFICINA COME SEDE DEL DEPOSITO(SENZA DESTINAZIONE D USO COMMERCIALE)E’ POSSIBILE E REGOLARE TUTTO CIO’?MI E STATO DETTO CHE L’ UNICA ACCORTEZZA CHE BISOGNA AVERE E DI METTERE SEMPRE I VEICOLI IN VENDITA SU QUALCHE SITO ONLINE(PER EVENTUALI CONTROLLI DELLA STRADALE)E DI NON METTERE TALI VEICOLI FUORI DALL OFFICINA CON IL CARTELLO VENDESI(PERCHE LA VENDITA DEVE ESSERE EFFETTUATA ESCLUSIVAMENTE ON LINE.

    1. Deve comunque sentire il Suap del comune dove ha sede l’attività, perchè a volte anche essendo l’attività online vengono richiesti alcuni requisiti quali ad esempio un deposito. Dipende dal comune.

  4. Vorrei avviare un’attivita come venditore di macchine usate on-line contro terzi. Si tratterebbe di comprare in Italia ed esportare ad un paese UE. Quali sono i requisiti da avere e quali sono i passaggi per mettermi in regola per svolgere questa attivita’?

  5. Giovanni Giovedì

    Ho già un’attività di commercio di auto usate da diversi anni, per evitare la spesa dell’affitto del locale dove esercito,vorrei continuare a vendere on-line parcheggiando ,le poche auto (parliamo di 6 o 7 ) in un terreno agricolo di proprietà di mio suocero. Sarei in regola anche se in quel comune pretendono una sede fisica commerciale?
    Grazie per la risposta.- Gianni.-

  6. Buongiorno sto aprendo un’attività di commercio on line di auto nuove ed usate ? Il mio commercialista mi dice che sino a 65 mila euro posso applicare il regime forfettario ma che dovrei applicare per le vendite dell’usato il regime del margine . E’ corretto ? I 2 regimi possono coesistere ?
    Inoltre non ho deposito commerciale . Posso aprire lo stesso ?
    Grazie

    1. Buongiorno,
      per quanto riguarda il deposito deve informarsi al SUAP del comune dove ha sede l’attività. Il regolamento può essere diverso da comune a comune.
      Chi vende auto usate non può aderire al regime forfettario. Per l’usato esiste un particolare regime fiscale che si chiama regime del margine.

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