Busta paga e partita iva: come evitare il cumulo dei redditi

Buongiorno,
sono un lavoratore dipendente full-time di un azienda che opera nel settore ICT.  Vorrei nel mio tempo libero avviare un attività di commercio elettronico di abbigliamento.
Considerando che verso già i contributi Inps in busta paga, sono tenuto ad ulteriori versamenti?
I due redditi (dipendente + partita iva) fanno cumulo ai fini del calcolo delle imposte?

Cumulo dei redditi da lavoro dipendente e partita iva

Per quanto riguarda la contribuzione Inps, essendo un dipendente full-time, può già in fase di apertura partita iva richiedere l’esonero ed evitare così di versare ulteriori contributi. Per maggiori approfondimenti può leggere il nostro articolo “Dipendente e partita iva”.
Per quanto riguarda il secondo quesito, può se rispetta tutte le condizioni aderire al regime forfettario.
Si tratta di un regime contabile che prevede una tassazione agevolata con pagamento di un imposta sostitutiva del 5%.
Si chiama imposta sostitutiva proprio perché sostituisce Irpef ed addizionali regionali e comunali.
Questo le permetterebbe di evitare il cumulo dei redditi con quello da dipendente ed evitare così una tassazione più elevata.
Le ricordo infine che il titolare di partita iva non può presentare il mod. 730, ma è tenuto obbligatoriamente a presentare il mod. unico per dichiarare tutti i suoi redditi.

23 commenti su “Busta paga e partita iva: come evitare il cumulo dei redditi”

  1. salve, io ho un negozio online dove ho un utile di 15 mila euro e un lavoro da dipendente con un utile di 10 mila euro,irpef del lavoro da dipendente lo paga già il datore di lavoro a fine mese?

    saluti

    1. Buongiorno,
      per quanto riguarda le imposte sul reddito da lavoro dipendente ha già le trattenute in busta paga. Bisogna però vedere in che regime contabile ha aderito.
      Se è nel regime normale di tassazione, i due redditi si cumulano, quindi rientrerà sicuramente in uno scaglione di aliquota più elevato. Verserà quindi irpef.
      Se per es. ha aderito (purchè ne ha i requisiti) al regime dei minimi, i due redditi vengono tassati separatamente, evitando il cumulo dei redditi.

  2. Buonasera, quindi se ad esempio si ha un contratto part time a tempo indeterminato e una p.iva con regime normale (non minimi) si ha il cumulo dei redditi…giusto? Grazie mille in anticipo.

  3. Balloonsmania PAlloncini

    Buongiorno, sono una dipendente part rime a 30 ore settimanali a tempo indeterminato è ho aperto una S.A.S , volevo sapere se devo pagare i contributi INPS anche come società o se già li pago con la mia busta paga. Se devo pagare quanto devo versare. Grazie

  4. Buongiorno,
    lavoro a tempo indeterminato full time (reddito circa 32mila €) e vorrei aprire partita iva per attività di consulenza nel turismo.
    Per avere la tassazione forfettaria (5% per i primi 5 anni e poi 15%) ho dei limiti di reddito da lavoro dipendente e/o dalla somma dei due?
    Oppure devo per forza rientrare nella tassazione ordinaria?
    Inoltre non capisco se l’iscrizione alla gestione separata con tassazione 18% sia da applicare oppure no versando già i contributi da dipendente.
    grazie

    1. Non può aderire al regime forfettario perchè il reddito da lavoro dipendente supera 30mila euro.
      Deve iscriversi alla gestione separata e versa i contributi con aliquota ridotta in quanto ha già un altra copertura previdenziale.

  5. Buongiorno,

    l’aliquota ridotta dei contributi previdenziali della gestione separata (23,50%) è applicabile con la presenza di un qualsiasi lavoro dipendente? C’è qualche parametro da rispettare? Mi spiego meglio: essere un dipendente part-time a tempo determinato anche per un solo mese può giustificare l’applicazione dell’aliquota ridotta?
    Grazie per l’attenzione.

    1. Cristian Marra

      Buonasera Marcello,
      l’aliquota ridotta può essere applicata anche in presenza di un lavoro dipendente part-time, ma solo per il periodo in cui il rapporto di lavoro dipendente è in essere. Se per esempio si è dipendenti solo per tre mesi allora l’aliquota ridotta potrà essere applicata solo per tre mesi e per i restanti nove mesi dovrà essere applicata l’aliquota piena.

      1. La ringrazio per la risposta. C’è un minimo di ore mensili da rispettare nel part-time oppure fa fede la sola durata del contratto? L’aliquota ridotta si può anche applicare per un part-time caratterizzato da un lavoro a giorni alterni? Prendiamo ad esempio il caso di un pizzaiolo che lavora solo di sera per due o tre giorni alla settimana..

      2. Salve le vorrei fare una domanda…
        Sono un dipendente di poste italiane con contratto verticale part time a tempo indeterminato (cioè lavoro 15 giorni al mese) …
        Io oltre al mio lavoro ho una partita iva agricola in quanto ho dei terreni e percepisco un contributo annualmente una somma di denaro di circa 5000,00.
        Vorrei effettuare una variazione della partita iva agricola per aprire un ecommerce di prodotti alimentari,
        e possibile? e quanto andrei a pagare di tasse ecc..??
        Ringrazio per la cortese disponibilità…………………

  6. Buonasera Dottore.
    Se mi fossi accorto che il mio lavoro da libero professionista iscritto a ordine (quindi con relativa cassa) abbia sconfinato in altro codice ATECO potrei comunicare la variazione di aggiunta codice attività secondaria da inizio anno (con sanzione o no?!) e quindi ridistribuire il mio fatturato in modo da rientrare nel limite dei 30.000 euro di ricavi come requisito di accesso al regime?
    Parliamo di un fatturato di circa 50000 euro distribuibile in 28000 attività principale e 22000 secondaria. Se si potrei quindi aderire al regime forfettario dal 1 gennaio 2017. Però come dovrò comportarmi visto che si tratta di due attività sotto la stessa p.iva che singolarmente rispettano i limiti ma se sommate no. Ho letto e riletto sul sito dell’AdE e anche in circolari ma sembra di capire che sia possibile. Mi chiedo quindi se poi alla fine pagherò l’imposta sostitutiva sul 78% dei ricavi dell’attività primaria e uguale su quella secondaria (visto che hanno stesso limite e coefficiente).
    E’ sensato? Grazie

    1. Assolutamente no. Il limite di fatturato da rispettare è quello dell’attività prevalente, quindi 30mila euro, mentre lei ne ha fatturati 50.000 (anche se su due attività diverse).

  7. Buongiorno dott. Marra,
    volevo innanzitutto complimentarmi con il Suo forum per la semplicità e la chiarezza delle risposte /
    avrei un quesito da porle : sono un dipendente in un’azienda metalmeccanica privata con contratto a tempo indeterminato compenso lordo annuo di € 44.800 ..se apro una partita iva come procacciatore d’affari (indicativamente per il primo anno come compensi di “procacciatore” dai 6 /max 12.000 € ) a che regime mi consiglia di iscrivermi o meglio che aliquota e che tasse/contributi e oneri mi trovo a pagare ? cosa mi consiglia?
    Ringrazio anticipatamente per il cortese riscontro

    1. Cristian Marra

      Buonasera Fabio
      grazie per i complimenti. Nel suo caso, non avendo i requisiti per l’accesso al regime forfettario perchè il reddito da dipendente supera 30.000 euro, l’unico regime fiscale a cui può accedere è quello ordinario. Quindi sul totale dei redditi (dipendente + partita iva) pagherà l’Irpef e le addizionali regionali. Avrà quindi un aliquota tra il 38 e il 41% (vedi qui Scaglioni Aliquote Irpef).
      Un vero salasso…

  8. Buongiorno dott. Marra,
    Innanzitutto complimenti per il forum. Mi ha chiarito parecchi dubbi.
    Ne approfitto per chiederle un consiglio.
    Mia moglie ed io, entrambi lavoratori dipendenti, vorremmo aprire una sas o snc per attività di commercio al dettaglio da svolgere solo nei fine settimana per circa 7 mesi annui (in una località turistica). Per la determinazione della soglia massima dei 30.000 € per la fruizione del regime forfettario, devo sommare i 2 redditi da lavoro dipendente? Nel caso invece solo una dei due aprisse la partita iva (rientrando quindi nel limite dei 30.000 €) l’altro coniuge potrebbe prestare attività lavorativa “a titolo gratuito”? La ringrazio in anticipo.

    Saluti

    1. Cristian Marra

      Buongiorno
      si può aderire al regime forfettario solo se si apre una ditta individuale e non una società. Nel regime forfettario la soglia varia in base all’attività svolta (30mila euro è per i professionisti). Il coniuge può prestare attività lavorativa a titolo gratuito solo se la prestazione lavorativa è occasionale, cioè non deve superare la durata di 90 giorni per anno solare (leggi: Collaboratore familiare contributi inps).
      Da valutare la costituzione di un’impresa familiare, in questo caso è possibile aderire al regime forfettario, requisiti permettendo.

  9. buona sera,
    io lavoro a contratto a tempo indeterminato con un netto di circa 23.000 annui. e’ compatibile l’apertura di una partita iva per servizi in campo sportivo? che tipo di aliquota mi verrebbe applicata? costi di apertura e chiusura p.iva?

  10. Salve, ho da poco iniziato a lavorare come dipendente part time a tempo determinato (per il momento) presso un’azienda (in amministrazione) e sempre part time sto svolgendo gli ultimi mesi di pratica. Il commercialista da cui svolgo il tirocinio mi ha chiesto di aprire la partita iva offrendomi una retribuzione di 600 €. Vorrei capire se innanzitutto posso farlo, ma soprattutto alla fine quanto ci guadagnerei realmente una volta considerate le tasse e in contributi! Non ho ben capito se aderendo al regime forfettario sarei comunque soggetta a tassazione del 5% e contributi del 24% o se essendo anche dipendente cambiano le aliquote. Grazie infinite

    1. Cristian Marra

      Buongiorno
      può farlo. La tassazione è al 5% e i contributi da versare alla gestione separata vengono in questo caso calcolati con aliquota ridotta al 24%.

  11. Buongiorno Dott. Marra,

    probabilmente a causa delle diverse informazioni lette sui vari siti online ho parecchia confusione in mente, motivo per cui mi piacerebbe avere qualche sua delucidazione. Sono un dipendete full time a tempo indeterminato con una RAL di 24000 lordi annui circa. Vorrei avviare in parallelo la libera professione come ingegnere con partita iva, e solo nel caso questa si rivelasse profiqua lascierei la prima per dedicarmi unicamente alla seconda. In sostanza inizialmente vorrei affiancare la libera professione al lavoro da dipendente con quest’ultimo come lavoro principale. In queste condizioni:

    – Ho diritto al regime forfettario agevolato (se non ho capito male, si)?
    – Questo significa che posso fatturare oltre ai 24000 euro lordi da reddito dipendente, altri 29999 come libero professionista, o come professionista non potrei poi fatturare più di 30000-24000=6000?
    – L’imposta IRPEF va calcolata considerando il totale dei due redditi o pagherei separatamente solo il 15% sul reddito da libero professionista e la normale tassazione imposta dal mio datore di lavoro sul reddito da dipendente?
    – Oltre ad INPS (da lavoro dipendente) ed Inarcassa (4% come contributo integrativo) devo considerare altre tassazioni/contribuzioni? (mi sembra di aver capito che nelle mie condizioni, sopra descritte, non sono costretto ad iscrivermi alla gestione separata dall’INPS dovendo così versare ulteriori contributi)

    La ringrazio del suo prezioso aiuto.

    Saluti

    1. Cristian Marra

      Buongiorno
      1) Si, ha diritto al regime forfettario
      2) Si, il limite è 30mila euro. Ai fini del calcolo del limite per restare nel regime forfettario non si considera il reddito da dipendente
      3) La tassazione è separata
      4) No, la tassazione è quella da lei indicata. In base al decreto Legge 6 luglio 2011 non è tenuto ad iscriversi alla gestione separata. Le rimando a questo articolo dove ho trattato un caso specifico: Lavoro dipendente e libera professione

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